ROMA: Umberto I
Prese parte alla III guerra di indipendenza a capo della XVI divisione; in tale veste partecipò allo scontro di Villafranca nell'ambito della sconfitta subita dalle forze italiane a Custoza. La sua figura si caratterizza per la dura repressione degli scontri sociali in politica interna e per le sfortunate iniziative militari legate alla politica estera adottata dai suoi governi. Tentando di competere con le altre potenze europee, perseguì una politica di espansione coloniale in Africa, con l'occupazione dell'Eritrea (1885-1896) e della Somalia (1889-1905).
Per quanto riguarda la politica interna, Umberto I assunse un atteggiamento sempre più autoritario e repressivo, arrivando a decorare - e congratularsi personalmente con lui (con un telegramma) - il generale Fiorenzo Bava-Beccaris che utilizzò i cannoni contro la folla a Milano durante manifestazioni di protesta scatenate dalla tassa sul macinato il 7 maggio 1898, lasciando sul terreno almeno un centinaio di morti (la cifra, approssimativa, è stata redatta dalla polizia dell'epoca) oltre a centinaia di feriti.
Dopo due attentati falliti, il primo dei quali tentato da Giovanni Passannante a Napoli già nel 1878, re Umberto I finì ucciso a Monza il 29 luglio 1900 dall'anarchico Gaetano Bresci, proprio per vendicare la repressione seguita ai moti popolari del 1898.
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