Ninfeo di Alessandro Severo

L'acquedotto dell'Acaua Iulia venne costruito dall'edile Agrippa nel 33 a.C. e prese il nome dalla gens Giulia, in onore di Augusto. Venne unito in un unico condotto con quello dell'aqua Tepula, e restaurato da Augusto tra l'11 e il 4 a.C.
Raccoglieva l'acqua da sorgenti nel territorio tuscolano, dal XII miglio della via Latina, identificate presso il ponte degli Squarciarelli a Grottaferrata. Arrivava a Roma come gli acquedotti precedenti nella località ad spem veterem, presso Porta Maggiore, e seguiva, quindi, lo stesso percorso dell'aqua Marcia fino a porta Viminale.
l percorso complessivo era pari a 15.426 passi, pari a quasi 23 km, dei quali circa 7000 (circa 11 km) in superficie; la portata era di 1.206 quinarie (pari a 50.043 m3, 579 litri al secondo) in origine, e in seguito fu accresciuta di 92 quinarie provenienti dall'aqua Marcia e di altre 163 dalll'Anio Novus. Laqua Iulia riforniva il Celio, l'Esquilino, il Viminale e il Quirinale, il Foro Romani e il Campidoglio, il Palatino e il Piccolo Aventino.
Probabilmente, una diramazione di questo acquedotto, di cui sono visibili alcune arcate, alimentava la fontana monumentale di piazza Vittorio Emanuele, costruita sotto Alessandro Severo (nymphaeum Alexandri o "Trofei di Mario").
Pagina wikipedia Acquedotto Aqua Iulia
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